L’Agnese va a morire è un film del 1976 diretto da Giuliano Montaldo, tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò.

Titolo originaleL’Agnese va a morire
Paese di produzioneItalia
Anno1976
Durata135 min
Dati tecniciEastmancolor
Generestorico, drammatico
RegiaGiuliano Montaldo
SoggettoRenata Viganò
SceneggiaturaNicola Badalucco, Giuliano Montaldo
Casa di produzionePalamo Film
Distribuzione in italianoC.I.D.I.F.
FotografiaGiulio Albonico
MontaggioFranco Fraticelli
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaUmberto Turco
CostumiGitt Magrini
TruccoFranco Rufini
Interpreti e personaggi
Ingrid Thulin: Agnese – Stefano Satta Flores: il comandante –Michele Placido: TomAurore Clément: Rina-Ninetto Davoli: La Disperata-William Berger: Clinto-Flavio Bucci: il pugliese-Rosalino Cellamare: Zero-Alfredo Pea: Tonitti-Aldo Reggiani: soldato sbandato-Gino Santercole: Piròn-Bruno Zanin: figlio di Cencio-Pier Giovanni Anchisi: ToniRoger Worrod: ufficiale inglese-Mario Bardella: Magòn-Antonio Piovanelli: la guida-Peter Boom: soldato tedesco-Sergio Serafini: partigiano-Giovanni Brusatori: Tarzan-Eleonora Giorgi: Vandina-Johnny Dorelli: Walter-Agla Marsili: moglie di Walter-Massimo Girotti: Palita-Dina Sassoli: Minghina-Gabriella Giorgelli: Lorenza
Doppiatori originali
Gabriella Genta: AgneseOreste Rizzini: ClintoGiorgina Pazi: Vannina

Il film “L’Agnese va a morire”, diretto da Giuliano Montaldo nel 1976, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Renata Vigano’. Il film racconta la storia di Agnese, una donna della bassa romagnola che, dopo la deportazione del marito, si unisce alla Resistenza italiana e diventa partigiana. 

Il romanzo, pubblicato nel 1949, è un’opera neorealista che descrive il percorso di Agnese, inizialmente estranea alla politica, che acquisisce consapevolezza e forza attraverso gli eventi della guerra e l’esperienza della Resistenza. Il film, come il romanzo, è ambientato nelle Valli di Comacchio e nella bassa romagnola ad Alfonsine , dove Renata Viganò stessa, con suo marito, aveva combattuto come partigiana. Il paesaggio, con i suoi argini, canali e zone umide, gioca un ruolo importante sia nel libro che nel film, offrendo riparo e nascondiglio alle forze partigiane. 

Il film, come il romanzo, mette in luce il ruolo delle donne nella Resistenza, spesso dimenticate nella narrazione storica, e il loro contributo alla lotta per la liberazione. La protagonista, Agnese, diventa il simbolo di questa resistenza femminile, una figura di donna comune che si trasforma in combattente per la libertà. 

In sintesi, sia il romanzo che il film “L’Agnese va a morire” offrono una potente rappresentazione della Resistenza italiana attraverso gli occhi di una donna, Agnese, che da semplice lavandaia diventa partigiana, mettendo in risalto il coraggio e la determinazione delle donne nella lotta contro l’oppressione

Curiosita’ sul FILM Racconta il regista Giuliano Montaldo : «L’idea di portare sullo schermo un romanzo straordinario come quello scritto da Renata Viganò circolava da tempo tra i cineasti italiani. Furono fatti molti tentativi, la stessa Viganò raccontava che aveva visto salire le scale della sua casa di Bologna molti registi che erano andati a parlarle di questa impresa. Poi io ce l’ho fatta proprio con il contributo valoroso, generoso, magnifico di tanta gente .

Quando per la prima volta, nel mio pellegrinare, ho incontrato Bagnacavallo mi ricordo che davanti a quella piazza, ai portici che accompagnavano la fuga della piazza rimasi fortemente suggestionato tanto da decidere che quello sarebbe stato uno dei nostri set. Per il ruolo di Agnese ho scelto Ingrid Thulin, perché avevo bisogno di una grande attrice per portare l’interesse della distribuzione sul film. Era un po’ ardito pensare ad un’attrice svedese, ma l’avevo già incontrata, e vista nei film di Ingmar Bergman e mi aveva colpito la forza, la determinazione, la durezza di questa donna. Quando le mandai la sceneggiatura, subito il giorno dopo mi chiamò dicendomi: “Io sono una che è nata nelle campagne e ho grandi mani e grandi piedi: io sono Agnese.” E mi chiese di poter stare, prima della lavorazione del film, almeno un mese tra le donne di Romagna, cioè proprio tra quelle donne che avevano davvero fatto le staffette partigiane e che avevano quindi la possibilità di raccontarle tantissimi episodi».

Tra le tante storie legate al film, una particolarmente emozionante riguarda la bicicletta dell’Agnese. Racconta ancora Montaldo: «Quando all’inizio del film bisognava scegliere la bicicletta di Agnese, la Thulin volle venire con me a sceglierla, perché aveva imparato che la bicicletta era come un’altra parte del corpo di una donna romagnola. Andammo a Lugo, dove esisteva un luogo in cui venivano ammassatati gli oggetti ritrovati. Vecchi oggetti, vecchi a tal punto che vi erano anche alcune biciclette del tempo di guerra. La Thulin ad un certo punto vide una bicicletta da donna, pesante, nera, e disse: “voglio quella”. Era arrugginita, disastrata e io cercai subito di dissuaderla: “meglio quell’altra, che è messa meglio”. Pensavo anche al fatto che sarebbero occorsi dei soldi per metterla a posto, in un film con pochi soldi si sta sempre attenti a tutto, ma Ingrid ribadì: “No, voglio quella lì”. Ebbene, il meccanico, nello smontare la bicicletta, ha trovato, dentro il telaio dove si inserisce la sella, un messaggio che una staffetta partigiana stava portando a qualcuno. Quella era proprio la bicicletta di una staffetta partigiana, forse caduta per mano dei tedeschi. Ho ancora un brivido a pensarci».

Il film “L’Agnese va a morire” è stato girato ad Alfonsine nel 1975 dal regista Giuliano Montaldo, che oggi è cittadino onorario della città. La storia è basata sul libro omonimo di Renata Viganò del 1949 e racconta la vicenda di una lavandaia analfabeta che partecipa alla lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Luoghi di ripresa

  • La “Casa dell’Agnese”, una tipica casa colonica di fine Ottocento, è stata utilizzata come set per il film e si trova a circa 8 km dal centro di Alfonsine, nel pre-parco del Delta del Po.
  • Altre riprese sono state effettuate nelle province di Ferrara e Ravenna, tra cui Argenta, la foce del Reno e le valli di Comacchio.

Curiosità

  • La “Casa dell’Agnese” è stata restaurata e oggi ospita spettacoli teatrali estivi.
  • Il film è stato girato anche nella Riserva Naturale di Alfonsine, che fa parte del Parco regionale del Delta del Po.

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