Dal 7 al 9 MARZO 2026 – Sabato 7 – Domenica 8 – Lunedì 9

Proiezione unica ore 21

CIME TEMPESTOSE

di Emerald Fennell Un film con Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver.

Fin da bambini il legame fra Cathy Earnshow, orfana di madre e figlia di un inglese che ha perso tutto al gioco, e Heathcliff, trovatello preso in casa dal padre di Cathy e trattato come un servo, è viscerale e indissolubile. Da adulti, quel legame si trasforma in passione travolgente, ma Cathy ritiene la possibilità di una reazione ufficiale con Heathcliff degradante, e prende in considerazione la possibilità di sposare il ricco vicino di casa Edgard. Heathcliff fugge dall’umiliazione in arrivo e cerca fortuna all’estero, per poi tornare nello Yorkshire da trionfatore e acquistare Wuthering Heights, la casa in cui lui e Cathy sono cresciuti. Ma al suo ritorno trova la sua anima gemella sposata ad Edgard, e per i due inizierà quell’inferno (e paradiso dei sensi) cui sembrano destinati fin dall’infanzia.

Cime tempestose è l’ennesimo adattamento del romanzo di Emily Brontë già portato più volte sul grande schermo, a cominciare dal classico film del 1939 diretto da William Wyler e interpretato da Merle Oberon e Laurence Olivier, così come sul piccolo schermo, compresa la versione del 1992 di Peter Kosminski con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.

Quest’ultima trasposizione porta la firma inconfondibile di Emerald Fennell, la regista di Una donna promettente e soprattutto di Saltburn, orgoglioso mix di trash e pop che vedeva fra i suoi interpreti sia Jacob Elordi, che in Cime tempestose edizione 2026 è il nuovo Heathcliff, che Alison Oliver, che intrepreta l’ingenua Isabella, la protetta di Edgard.

Fennell si getta a capofitto in questa celebre storia di passione e tradimenti creando il suo consueto universo glamour e barocco, a metà fra lo storico-pop di Sofia Coppola e il pink romance degli Harmony, senza temere gli sconfinamenti nel kitch e nel trash. Il suo stile è aggiornato ai tempi e ai gusti del pubblico social, e ha l’intrattenimento visivo come priorità assoluta. Fennell realizza guilty pleasures senza remore e i suoi film, rigorosamente in costume (anche quando ambientati nella contemporaneità), appaiono riccamente decorati e intensamente colorati (qui la palette è soprattutto di rossi sgargianti e azzurri intensi), estremamente godibili da un punto di vista pop estetico, e direttamente contrapposti al bon ton minimalista e polveroso dell’universo Merchant-Ivory. Anche i sentimenti in scena sono raffigurati nella loro dimensione eccessiva e ridondante, il che è adeguato ad una storia di attrazione fatale delirante, ad alto potenziale di umorismo involontario (e Fennel si concede qualche punta di ironia soprattutto nel ritratto di Edgard e Isabella).


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