Giuseppe “Pino” Orioli, nato ad Alfonsine nel 1884. , Orioli aprì a Londra (in Museum Street) una celebre libreria antiquaria che divenne un fondamentale punto di riferimento culturale e un “ritrovo” per i più grandi intellettuali dell’epoca. Clicca sotto anche wikipedia racconta la sua vita
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Orioli_(editore)
Ecco i dettagli principali della sua incredibile storia:
- La libreria a Londra: Emigrato prima a Parigi e poi a Londra, vi aprì un negozio specializzato in libri antichi, incunaboli e rarità bibliografiche. La via in cui si trovava la libreria si chiama appunto Museum Street (vicino al British Museum), il che spesso genera il ricordo associato alla parola “museo”.

- L’editore di Lady Chatterley: Orioli è famoso a livello internazionale per la sua stretta amicizia con lo scrittore D.H. Lawrence. Fu proprio Orioli a pubblicare a Firenze nel 1928 la primissima edizione cinematica e integrale del celebre (e allora scandaloso) romanzo L’amante di Lady Chatterley, stampandola privatamente per aggirare la rigida censura del Regno Unito.
Nel sito ALFONSINE MON AMOUR Trovate e potete leggere la storia della sua vita
ecco il link per collegarsi https://www.alfonsinemonamour.it/alfonsine/Alfonsine/giuseppe_orioli.htm
- Il legame con Alfonsine: Nonostante una vita avventurosa in giro per l’Europa (morì a Lisbona nel 1942), la sua città natale non lo ha dimenticato: ad Alfonsine gli sono oggi dedicate la Biblioteca Comunale Giuseppe Orioli e una via del paese.

Anche il CORRIERE DELLA SERA gli ha dedicato un articolo clicca sotto per leggerlo
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https://www.avvenire.it/agora/cultura/orioli-il-libraio-dei-geni-inglesi_22589

Da libraio antiquario ed editore costruì una delle collane più intensamente ricercate dai collezionisti di tutto il mondo per la rarità, i grandi autori, i testi diversissimi per intenti, concezione e tirature limitate, il tutto unito soltanto dalla vocazione all’originalità.
Quella di Orioli fu una vita fatta di “incontri straordinari”: fu con D’Annunzio in Fiume occupata, conobbe Tristan Tzara, fondatore del dadaismo, era commensale abituale alle cene in trattoria con Eugenio Montale e altri poeti, le gite a Siena con Aldous Huxley… Orioli fu un uomo del suo tempo: avventuroso (da cui il titolo perfettamente calzante del suo libro), grande viaggiatore (spesso a piedi per paesini, musei e chiese sperdute alla ricerca dell’in-folio introvabile), spregiudicato, con una filosofia esistenziale sfrontatamente scanzonata e anticonformista per amori, frequentazioni e intraprese commerciali.
Le sue memorie si leggono d’un fiato, tanto sono intrise di reale vita e scanzonata sincerità.
Quando, infine, si arriva all’ultima pagina e si legge «non mi dispiacerebbe rivivere questa mia vita…», bisogna ricordare che egli morì in piena guerra, lontano dall’amata Italia, a Lisbona, a soli 58 anni, abbandonato da tutti, in solitudine e povertà, assistito solo dal fedele aiutante Carletto.
Proprio per questo viene in mente, semplicemente sostituendo il soggetto, in un parallelismo quasi perfetto, il celebre epitaffio con il quale Cyrano di Bergerac “chiude” il suo mandato terreno: «Fisico, filosofo eccellente, musico, spadaccino, rimatore, del ciel viaggiatore, amante, non per sé, molto eloquente, qui riposa Giuseppe Orioli detto Pino, che in vita sua fu tutto e non fu niente!».


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